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Per secoli le bevande salutistiche, o semplicemente piacevoli, ricavate dall’infusione di erbe, fiori, frutti e radici sono state una bella e diffusa abitudine. Negli ultimi cinquanta anni questa abitudine si è diradata e sono rimasti molto diffusi soltanto i tè aromatici, la “camomilla” e, in estate, il Karkadé. Solo recentemente si è riscoperta la funzione benefica dell’infuso e della tisana e, soprattutto, il piacere polisensoriale del “rito” di preparazione e consumo di queste bevande. Riscopriamo insieme questo momento di vero benessere da reinserire nella nostra giornata. Le differenze: tisana si ottiene dall’infusione di vegetali officinali, infuso si ottiene dall’infusione di frutta disidratata, fiori o altri vegetali senza specifiche proprietà “terapeutiche”. Le tisane, a loro volta, possono essere semplicemente “benefiche” ( per digerire, ad esempio), oppure con funzione blandamente terapeutica, secondo le proprietà riconosciute alle singole piante officinali dalla tradizione erboristica. Gli strumenti: strumento ideale è la tisaniera, ma l’infuso si può preparare altrettanto bene in una teiera o in una semplice tazza di abbondante capienza. Importante è coprire il contenitore durante l’infusione, per evitare la dispersione dei vapori e degli aromi sprigionati. I dosaggi: 1 cucchiaino da tè se il preparato è secco, 2 se è fresco, per ogni persona o tazza da consumare. Il dosaggio è più semplice nel caso delle preparazioni in filtri: 1 per persona o tazza da consumare. Il preparato va immerso in acqua caldissima, ma non bollita. I tempi: lasciare in infusione per 5, massimo 10 minuti. Come dolcificare: preferibilmente con miele. In alternativa con zucchero di canna di buona qualità. Il consumo: l’infuso può essere consumato caldo o tiepido, a piacere. Può essere consumato anche freddo, nell’arco della giornata, avendo l’accortezza di conservare l’infuso in frigorifero. Il rito: si compone della preparazione, delle attese. della dolcificazione e del consumo. Questo può essere un momento veramente sublime di grande benessere, soprattutto se fatto in una comoda poltrona, con luce attenuata e con una delicata musica che accarezza lo spirito. Può essere, anche, un momento di distesa socialità, quando si consuma l’infuso in compagnia di amici, magari intorno a un camino acceso in una notte di neve.
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