|
Non ci si deve esporre al sole quando è in corso una malattia infettiva anche senza febbre, durante terapie a base di farmaci fotosensibilizzanti (vedere foglietti illustrativi) e subito dopo i pasti. E occorre proteggere ferite o eritemi con una garza spessa. In tutti gli altri casi i raggi solari ben dosati sono benefici: stimolano la produzione di vitamina D, tonica e ricostituente, e aiutano a risolvere disturbi come l'acne e la psoriasi. C'è però chi il sole proprio non lo tollera oppure chi quest'anno in vacanza non può andare. Per eliminare il pallore da città, e preparare la pelle ad eventuali sporadiche esposizioni nel fine settimana si possono adoperare gli autoabbronzanti, ovvero preparati a base di sostanze che accelerano l'ossidazione della cheratina sulla superficie della pelle. Non presentano controindicazioni, a parte eventuali allergie come nel caso di qualunque altro cosmetico, ma va ricordato che non stimolando la produzione di melanina non proteggono la pelle dal sole. Questo significa che chi va al mare dopo essersi messo un autoabbronzante sarà sì colorito come dopo una settimana di spiaggia, ma non altrettanto tutelato dal pericolo di scottature. Sarà bene quindi utilizzare un filtro protettivo. Ultima avvertenza per l'utilizzo di questi prodotti. Vanno applicati sulla pelle pulita e possibilmente levigata con un guanto di crine o uno scrub per il corpo. In questo modo si evita la formazione di macchie più scure sulle zone in cui la pelle è più spessa (gomiti, ginocchia, piedi). La crema o l’emulsione va spalmata omogeneamente e occorre attendere qualche minuto,fintanto che sia assorbita completamente, prima di indossare i vestiti. Lavare le mani subito dopo l'applicazione. Anche in città il sole picchia ed è preferibile sostituire il normale idratante con una crema filtrante che protegge e rallenta i processi di invecchiamento.
|