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Fino a qualche anno fa si assisteva ad un paradosso: l’Italia, circondata per tre lati dal mare, era uno dei Paesi a minor consumo di pesce. Poco a poco, prima per la “mucca pazza”, poi per l’”aviaria”, anche in Italia il pesce ha incominciato ad entrare nelle abitudini quotidiane degli italiani, raggiungendo l’8% dei consumi alimentari. Il progresso è stato facilitato anche dalla migliore reperibilità del prodotto fresco: oggi, quasi metà delle vendite avviene nella grande distribuzione. In testa ai consumi, alici, merluzzi, orate e spigole, seguiti da cefali, naselli e dentici, tutti pesci facili da cucinare. Proprio nella mancanza di fantasia e di cognizioni culinarie è da ricercare uno degli ostacoli alla quotidianità del consumo di pesce. L’altro ostacolo è rappresentato dalla “leggenda” del prezzo elevato, leggenda perché scorrelata dalla realtà. Innanzi tutto, esistono pesci di tutti i prezzi e spesso i pesci più “poveri” sono i più gustosi. In secondo luogo, va considerato che l’itticultura, nazionale e mediterranea, ha abbattuto i prezzi anche delle specie più pregiate. Infine, va ricordato che, in molti casi, il pesce ha molto meno scarto delle altre carni. Comunque, se si bada alla salute e non alle varie leggende, il pesce convince immediatamente. E’ nutriente (contenuto proteico 15/20%) ma poco calorico (70/80 Kcal. per 100 g); per questo è raccomandabile alle molte persone in sovrappeso. Protegge dall’insorgenza di malattie circolatorie e cardiache(grazie all’elevato contenuto di acidi grassi polinsaturi, in particolare i famosi omega 3); favorisce la riduzione del colesterolo e della pressione del sangue; ha effetti antinfiammatori; favorisce il buon funzionamento della tiroide; migliora la funzione visiva e protegge la pelle dall’invecchiamento precoce. La cottura migliore è quella più semplice, che lascia intatta tutta la fragranza del pesce fresco: al vapore, al cartoccio e alla griglia ( facendo attenzione, però, a non cuocerlo troppo, perché perderebbe gran parte delle sue proprietà salutistiche). Come riconoscere il pesce fresco? Valgono sempre i riferimenti antichi: l’occhio, chiaro, sporgente e trasparente; l’odore, lieve, gradevole, ricorda il mare o le erbe acquatiche; il corpo, rigido, arcuato, sodo ed elastico; le branchie, rosso sangue e umide. Se tutto corrisponde, acquistate con serenità il vostro pesce. Vi regalerete un pasto leggero, naturale, nutriente e farete un grande dono al vostro benessere.
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