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Alcuni lettori ci hanno chiesto cosa è il “paradosso francese”, che abbiamo spesso citato parlando di polifenoli. Questo ci ha indotto a cercare un aggiornamento sull’argomento, per capire se il paradosso francese è ancora considerato una verità assoluta. Il “paradosso francese” nasce da una osservazione empirica: i francesi, grandi consumatori di formaggi e burro (acidi grassi saturi), presentano una incidenza di malattie cardiovascolari molto inferiore a quanto si verifica in altri Paesi. Osservazione che ha portato a definire “paradossale” la situazione dal punto di vista medico e nutrizionale. Analizzando tutti gli standard di alimentazione francesi si è scoperto che il “paradosso” avrebbe potuto essere attribuito all’elevato consumo di vino rosso, ricco di polifenoli e di altre sostanze che contrastano la formazione di vasocostrittori. Altre fonti attribuirono il “paradosso” al fatto che l’alcool etilico, in piccole quantità, ha la proprietà di fluidificare il sangue. Caratteristica ben nota dei polifenoli, particolarmente di antocianine, catechine e resveratrolo, di cui il vino rosso è ricco, è la capacità antiossidante. I radicali liberi, frutto dello stress ossidativo, danneggiano la funzione endoteliale. La quercetina e l’acido tannico contenuti nel vino rosso hanno la proprietà di diminuire la tensione degli anelli delle coronarie umane pre-contratte. Queste e altre osservazioni hanno portato a dire che un consumo moderato di vino rosso può ridurre il rischio cardiovascolare, soprattutto nei soggetti con alimentazione ricca di grassi saturi. A un quarto di secolo dalla “scoperta” del paradosso francese il numero di detrattori delle teorie positive ad esso legate sono aumentati, con osservazioni anche fondate. Molte osservazioni sono decisamente interessanti. I francesi in sovrappeso sono percentualmente minori che in altri Paesi ad alto consumo di grassi; inoltre, la buona situazione sanitaria della Francia consente ai francesi di essere meglio e più tempestivamente curati. Quello che vale per il vino rosso francese e italiano invecchiato in legno non vale per i vini bianchi in generale e per i per i vini rossi invecchiati in acciaio. I polifenoli contenuti nel vino rosso sono contenuti anche nell’uva e in molte altre sostanze vegetali, quali il tè nero o verde, il mirtillo, la salvia, il rosmarino, nelle mele, nell’aglio e nelle arance, particolarmente quelle rosse. Non occorre essere esperti di cucina francese per sapere che i francesi fanno largo uso di verdure crude, di erbe aromatiche e soprattutto di aglio. Queste ed altre osservazioni, anche non connesse al paradosso francese, hanno portato a una grande mole di studi sui polifenoli con conclusioni decisamente favorevoli a queste sostanze. Eccole in sintesi: il sovrappeso danneggia il sistema cardiovascolare; attenzione, perciò, alla regolarità alimentare.Il rischio ossidativo, altissimo ai nostri giorni, che può portare a molte alterazioni organiche, fino alla degenerazione cellulare, può essere contrastato efficacemente dai polifenoli; da ciò deriva il suggerimento di alimentarsi con abbondanti razioni giornaliere di vegetali, preferibilmente crudi, ricchi di polifenoli ( oltre a quelli già indicati, anche melone, mango, albicocche, pesche, more, prugne, lamponi, fragole, ciliege, carote, cavoli, cavolfiori, cipolle, pomodori, peperoni, zucca, legumi). Anche l’olio di oliva extra-vergine è ricco di polifenoli; quindi, preferire questo condimento. E, infine, se lo si apprezza, consumare un piccolo bicchiere di vino rosso di qualità ad ogni pasto. Ricordando, comunque, che l’alcool è presente nel vino in percentuale ridotta e che i distillati di vino o vinacce (superalcolici) hanno effetti ben differenti, in senso tutt’altro che positivo, dal vino
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