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FEBBRAIO 2008 - Gravidanza. Facciamo attenzione al piatto! PDF Stampa E-mail
Sboccia la primavera, sbocciano i “pancioni”. La gravidanza non è una condizione patologica, anzi! Non richiede, quindi, una alimentazione particolare, ma solo una maggiore attenzione alla scelta dei cibi. In gravidanza, però, è necessario un maggiore apporto calorico e di principi nutritivi di valore elevato. Molti studi hanno dimostrato l’importanza dell’assunzione dell’acido folico (contenuto nei vegetali a foglia verde, nei legumi, nella frutta secca e nel germe di grano), utile per la mamma e il nascituro. La tendenza alla ritenzione idrica, tipica del periodo di gestazione, va contrastata limitando il consumo di sodio, contenuto nel sale da cucina, nei formaggi stagionati e nei salumi. Altro fenomeno tipico è la stipsi: la si può contrastare aumentando l’assunzione di fibre, contenute nei vegetali freschi ( soprattutto kiwi e prugne, con effetto blandamente lassativo) e negli alimenti integrali (riso, pane, pasta, orzo, ricchi di fibre) e l’assunzione quotidiana di abbondanti liquidi (acqua, spremute fresche, tisane senza zucchero). Ben nota è l’importanza del Ferro per il benessere della mamma e del nascituro. In corso di gravidanza, la gestante deve assicurarsi 3 mg di Ferro in più rispetto a quanto assunto in periodi normali. Questo si ottiene consumando con frequenza gli alimenti ricchi di ferro: fegato bovino, rognone, legumi secchi, frutta secca e oleosa (arachidi), spinaci, uova, carne rossa, pesce, cacao in polvere. Importante ricordare che la Vitamina C favorisce l’assorbimento del Ferro: quindi assumere frequentemente limone, arancia o pompelmo, anche in spremuta. Per contro, le fibre e il tè, assunti contemporaneamente al Ferro, ne limitano l’assorbimento. Attenzione, poi, alla qualità del cibo! Tutti, anche nella quotidianità, dovrebbero porre attenzione a non assumere alcuni cibi che potrebbero apportare intossicazioni alimentari di maggiore o minore entità; nel caso della gestante tale rischio va assolutamente evitato perché le intossicazioni portano conseguenze gravi alla madre, ma soprattutto al nascituro. Evitare, pertanto, carne e pesce crudi o poco cotti, conchigliame crudo, formaggi con crosta fiorita, cibi precotti ( cibi e gastronomia pronti per il consumo), salumi e insaccati (fa eccezione il prosciutto cotto), potenziali portatori di toxoplasmosi, uova crude (l’uovo va consumato dopo lavaggio del guscio in acqua bollente e cottura prolungata). Infine le raccomandazioni: evitare caffeina (attenzione, ce n’è anche nel tè), fumo e alcool, ricordando, però, che un ( e uno solo al giorno) piccolo bicchiere di vino rosso di buona qualità è apportatore di utilissimi antiossidanti rari
 
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