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L’ossigeno, la fonte atmosferica della vita, è anche fonte di degenerazione, malattia e, alla fine, morte. Viviamo circondati dall’ossigeno e ne siamo pervasi. Diamo per scontata la sua presenza, vi camminiamo in mezzo senza neanche pensarci e lo respiriamo, a volte con avidità. Non pensando, o non sapendo, che l’ossigeno è in grado di uccidere le cellule, i tessuti e, a lungo andare, l’intero corpo umano. La duplice natura, positiva e negativa, è nota come il paradosso dell’ossigeno. Da un lato l’ossigeno produce energia vitale…Senza ossigeno la cellula può estrarre energia dalle molecole di glucosio attraverso il metabolismo anaerobico, ma con l’ossigeno il corpo può estrarre 16 volte più energia dallo stesso numero di molecole di glucosio. Considerando le richieste di energia da parte del corpo umano, la differenza è tra la vita e la morte. Persino qualche minuto di carenza di ossigeno al cervello porta ad una rapida morte dei neuroni. Per contro, l’ossigeno è estremamente corrosivo: fa marcire gli alimenti, fa irrancidire il burro, ossida i metalli fino alla distruzione e corrode persino il granito delle nostre montagne, trasforma in cenere qualsiasi cosa infiammabile. L’ossigeno distrugge i componenti molecolari del corpo umano allo stesso modo in cui fa deperire i metalli e brucia gli edifici. Nella sua forma più distruttiva, l’ossigeno si combina con l’idrogeno formando varie molecole di radicali liberi instabili e altamente reattive. In queste forme virulente, l’ossigeno distrugge sistematicamente il DNA, gli enzimi, le proteine e le membrane cellulari…la vita stessa. Questo è il lato più oscuro dell’ossigeno. I radicali liberi nascono dalla tendenza che hanno gli atomi e le molecole a sottrarre elettroni dalle molecole circostanti per compensare i loro squilibri interni. A tutti i radicali manca un elettrone e la loro tendenza a compensare questo squilibrio li porta ad attaccare freneticamente le molecole vicine. In questo processo di “rapina” i radicali liberi possono attaccare il DNA cellulare, provocando disfunzioni, mutazioni e cancro. Possono attaccare gli enzimi e le proteine, sconvolgendo la normale attività delle cellule. Possono attaccare la membrana cellulare producendo una reazione distruttiva “ a catena” che potrebbe terminare con la fine di parte o dell’intero organismo. La più frequente azione “distruttiva” dei radicali liberi è, però, l’avvio di processi di degenerazione cellulare, che sono la causa o la concausa di danni all’organismo sempre notevoli, come le rughe e l’invecchiamento precoce rispetto all’età effettiva, ma talvolta drammatici, come il Parkinson, l’Altzheimer, la Sclerosi multipla e altre malattie degenerative. I radicali liberi derivano in maggioranza dal metabolismo stesso dell’organismo, ma possono svilupparsi per cause esogene, quali i grassi alimentari specie se idrogenati o fritti, il tabacco, l’alcool, l’inquinamento, le radiazioni, gli ultravioletti, l’ozono, i pesticidi, i virus, gli anticoncezionali, gli allergeni, gli sforzi eccessivi, eccetera. In ogni essere vivente esiste un continuo bilanciamento tra antiossidanti e radicali liberi; quanto questi ultimi sono in eccesso si parla di stress ossidativo. Le cellule umane contengono difese antiossidanti endogene, ma molti antiossidanti provengono “dall’esterno”, vale a dire dall’alimentazione. Hanno funzione antiossidante tutti gli alimenti che contengono flavonoidi, sulforani, limonene, polifenoli, le Vitamine A, C, E e l’Acido Folico, numerosi enzimi, i minerali manganese, selenio, zinco e rame, che agiscono come coenzimi. Se questi antiossidanti sono presenti in misura insufficiente nella normale alimentazione, perché povera di vegetali adatti, è utile procedere con una adeguata integrazione alimentare. Purtroppo i radicali liberi sono “subdoli”; i sintomi dello stress ossidativo si possono confondere con quelli di numerose altre alterazioni organiche. Oggi, tuttavia, esiste l’ARD System, un semplice esame del sangue per verificare se nell’organismo è presente un eccesso di radicali liberi. In pochi minuti è possibile conoscere se i radicali liberi sono nella norma (tra 250 e 300 unità Carratelli); se siamo vicini alla soglia o la superiamo, meglio correre subito ai ripari, affinché la maturità e poi la vecchiaia arrivino senza fretta e, soprattutto, in salute.
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