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SPRITZ: PRO O CONTRO? PDF Stampa E-mail

Come le “happy hours” è diventato una moda, dapprima tra i giovani, poi tra i medio-mondani; oggi, sotto la spinta della pubblicità televisiva, è uno degli aperitivi più diffusi, come la “birretta”, il “camparino”, il “crodino” e il “bitter (analcolico, si intende)”. E’ lo “spritz”, un aperitivo dalla storia lunga un paio di secoli, riscoperto, modificato, modernizzato e, ahimé, in alcuni casi reso troppo alcolico, da poco tempo. Lo spritz è un aperitivo i cui natali storici hanno radici ai tempi dell’impero austriaco nel Triveneto e nell'Istria. Secondo alcune “leggende”, nella sua forma originaria sarebbe stato ottenuto dalla semplice mescolanza fra acqua e vino bianco frizzante. Considerando la povertà che caratterizzava l’epoca, sembra più attendibile la composizione di vino bianco corrente con un abbondante spruzzo di seltz (che riduceva contemporaneamente tasso alcolico e costo della consumazione). Lo spritz è un aperitivo, abbiamo detto: pertanto la sua “funzione” è duplice. Da un lato dare inizio ai piaceri della tavola con un piccolo piacere palatale, dall’altro attivare una progressiva emissione di succhi gastrici , tale da aumentare l’appetito. In questo senso lo spritz è perfetto: tasso alcolico basso, quantità limitata, acidità (quella del vino) e anidride carbonica limitate. E di questo spritz anche noi “naturalisti” possiamo serenamente consumarne anche due prima di cena. Il “contro” emerge dalla “alcolizzazione” della semplice ricetta originale. Si, perché l’aggiunta di liquori, come i bitter alcolici, gli amari, i dolci-amari può provocare due conseguenze: dare inizio al pasto in stato di semi-ubriachezza e “choccare” la mucosa della parete gastrica, ancora sostanzialmente non protetta. Che fare, dunque, per salvare il piacere dello spritz e, contemporaneamente, dargli un tocco di modernità? Si può, per esempio, dare una sfumatura amara con una goccia di angostura; oppure sostituire il seltz con acqua tonica o gassosa; oppure, ancora. sostituire il vino bianco, fermo o frizzante, con un rosé frizzante. Oppure, massimo dell’eresia, aggiungere un 10% di birra molto chiara. L’importante è conservare inalterate le proporzioni dei componenti: non meno del 40% ciascuno di vino e di acqua (o simili) e il resto con moderazione!
APERITIVI
Il pirlo è il tipico aperitivo bresciano a base di vino bianco fermo, Campari (o Aperol) e seltz.
È simile al più famoso spritz veneto.
La degustazione del pirlo avviene normalmente la sera, prima di cena, possibilmente accompagnata da stuzzichini.
Cenni storici
Secondo un'ipotesi il pirlo già esisteva prima dell'avvento del Campari e Aperol, veniva miscelato usando vino bianco fermo con aggiunta di amaro (di solito di non grande qualità ) come affermano anziani frequentatori di osterie del centro di Brescia.
Secondo un'altra ipotesi "Il pirlo compare nel bresciano sicuramente dopo la seconda guerra mondiale. Difatti il noto aperitivo locale non poteva venire alla luce, ne tanto meno essere servito, se non grazie alla diffusione, da prima in Italia poi all'estero, del Campari e dell'Aperol."
Origine del nome
Il nome pirlo deriva dal particolare movimento circolare che il Campari (o Aperol) fa dopo la sua caduta nel vino bianco. Nel dialetto Bresciano infatti si usa dire ho fatto un pirlo a testimonianza di una caduta non traumatica per terra. Il liquore versato, cadendo nel bicchiere, ricorda un pirlo (una caduta) andando verso il basso e tornando poi verso l'alto. Il pirlo può essere accompagnato da innumerevoli tipi di stuzzichini che prolungano a tempo indeterminato la durata dell'aperitivo. È quindi un momento gastronomico importantissimo per i bresciani che spesso lo apprezzano al punto da prolungarlo fin dopo l'ora di cena, comunque ottimamente sostituita dai buffet o dalle portate degli osti di Brescia. Inutile citare l'infinità di stuzzichini che possono affiancare l'amabile bevanda a base di prosecco (o Franciacorta) che, appunto, può essere accompagnato da qualsiasi gusto: dalla delicatezza di fresche verdure in pinzimonio, alla caliente intensità dei nachos con salsa piccante, dalla classicissima dolcezza dei formaggi lombardi all'ammiccante gusto di salumi e affettati di.
Non esiste una composizione univoca per lo spritz, ma varianti cittadine, a loro volta interpretate liberamente dai baristi, ognuno con una propria preparazione particolare. La gradazione alcolica è quindi variabile, ma si può valutare mediamente sugli 8°. Un comune denominatore tra le varianti esistenti è comunque la presenza di vino bianco secco ed acqua minerale gassata o seltz (si può usare anche l'acqua tonica) che, quantitativamente, devono essere almeno al 40% e al 30%; il restante 30% viene completato dalle più svariate tipologie di bevande alcoliche, a volte anche mischiati, con la regola non scritta di preservare una colorazione rossa del cocktail

 
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