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Il mal di testa, o cefalea, è un disturbo molto diffuso: secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ne soffre occasionalmente una persona su quattro. Se ricorrente con una certa frequenza, la cefalea può essere una malattia e va curata dal Medico, oppure da un Centro Medico specializzato. Se infrequente, può essere il segnale di un “malfunzionamento” dell’organismo o dello stile di vita. Le cause più frequenti di questo tipo di cefalea sono: esigenze fisiche trascurate (poche o troppe ore di sonno, abuso di sigarette e alcol, pasti troppo abbondanti); disagi di tipo ambientale (inquinamento atmosferico, acustico e ambientale, vento, freddo intenso); affaticamento fisico, psicologico o mentale. Una regola alimentare attenta e costante può essere un buon coadiuvante del trattamento generale della cefalea. Innanzi tutto un accorgimento: pasti leggeri distribuiti nell’aro della giornata a orari regolari, per non appesantire i processi digestivi. Poi, evitare i “cibi pericolosi”: cioccolato, formaggi fermentati, agrumi, vino e birra, perché ricchi di istamine; il latte; alcuni additivi (solfiti, coloranti, ecc.) che possono essere individuati con la stessa metodologia di individuazione delle intolleranze. Infine, consumare i “cibi medicina”, ricchi di Vitamina PP o di Vitamina E, con la maggior frequenza possibile: germe di Riso e di Frumento, fegato di bovino, pesci grassi (salmone, sgombro, pesce azzurro in generale), semi oleosi, lievito fresco o secco, olio extra-vergine di oliva, frutta secca, broccoli e cavoli. C’è poi un antico rimedio indiano: lo zenzero (ormai reperibile in qualsiasi supermercato). Si grattugia la radice secca e si assumono 2 – 3 cucchiaini di polvere al giorno, in un po’ d’acqua oppure con un cucchiaio di miele, oppure ancora unito a qualsiasi cibo, soprattutto a scopo preventivo.
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